L’abbondanza dell’orto sinergico

Lasciar fare alla terra… il più possibile.

L'abbondanza dell'orto sinergicoL’orto sinergico è fatto in modo che gli interventi umani facilitino tutti i processi favorevoli all’autofertilizzazione del suolo. La posizione delle piante non è casuale, è tutto pensato affichè ogni pianta sia protetta dalle piante circostanti e a sua volta le protegga, in una sinergia, appunto, positiva e dinamica.

Nell’orto sinergico non si rigira la terra ma la si smuove, solo con un forcone, per facilitare l’entrata dell’aria. Al primo impianto si usa fare dei bancali, aiuole a cumulo composte da diversi strati di legno, foglie, scarti vegetali, terra e infine paglia per pacciamare. La pacciamatura è fodamentale, in quanto trattiene l’umidità al suolo e gli forniscce del buon materiale organico.

Marilia Zappalà spiega l’orto sinergico, video 1

Marilia Zappalà spiega l’orto sinergico, video 2

Sempre più ecovillaggi fanno pratica di orto sinergico , che fornisce non solo un buon raccolto, ma anche un buon motivo per lavorare insieme, per applicare la sinergia anche alle relazioni umane.

Orto sinergico alla Città della Luce

Orto sinergico all’ecovillaggio Habitat

Ecco come la vede Antonio de Falco, membro dell’associazione Basilico, uno dei primi a diffondere la pratica del sinergico in Italia. Clicca qui.

Per ulteriori informazioni:

Scuola di agricoltura sinergica “Emilia Hazelip”

di Francesca Guidotti su aamterranuova.it

Ogm, fa discutere l’apertura di Clini

Il ministro dell’ambiente: “Sono utili, insensato frenare la ricerca”. Franceschini, Pd: “Opinione personale”. Critiche dalle associazioni e dal co collega delle politiche agricole: “La posizione del Paese è contraria”.
da la Repubblica
ROMA – Riesplode la “guerra santa” sugli ogm dopo l’invito del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, dalle pagine del Corriere della Sera, a “una seria riflessione, che deve coinvolgere la ricerca e la produzione agricola, sul ruolo dell’ingegneria genetica e di alcune possibili applicazioni degli ogm. In Italia – afferma Clini nell’intervista – la posizione contro gli ogm è bipartisan e da sempre compromette, in generale, la ricerca sull’ingegneria genetica applicata all’agricoltura, e alla farmaceutica, e anche a importanti questioni energetiche. Un grave danno”. Parole che fanno insorgere le associazioni ambientaliste e degli agricoltori, inducono al dissenso altri esponenti del governo. Lo stesso Clini, di fronte a simili reazioni, si difende bollando come “comode posizioni propagandistiche” molte delle critiche alla sua intervista. Aggiunge: “Resta fermo il divieto degli ogm in Italia ma è insensato frenare la ricerca”. Intanto, però, la domanda che si rincorre è: in qualità di ministro dell’Ambiente, Clini esprime la posizione del governo o un’opinione personale? Continue reading

4th World Water Development Report Launched

The 4th World Water Development Report (WWDR-4) was launched during the 6th World Water Forum. The report highlights the need to recognize water as a critical resource and underlines the global dimensions of its management, including climate change as a “central external driver” affecting water and demands for water use.

The report was launched by Irina Bokova, Director-General of the UN Educational, Scientific and Cultural Organization (UNESCO), and UN-Water Chair Michel Jarraud on 12 March. The WWDR-4 has been published in three volumes: Managing Water under Uncertainty and Risk; Knowledge Base; and Facing the Challenges.

Managing Water under Uncertainty and Risk, volume one of WWDR-4, provides an overview of status trends and challenges, including drivers of water consumption, water resource variability, water’s social and environmental benefits, water management, institutions and capacity development, moving from raw data to informed decisions, and regional challenges. Part two of the first volume addresses working under uncertainty and managing risk, including risk and uncertainties associated with the key drivers, the problem of undervaluing water, transforming management institutions to deal with change, investment and financing for a sustainable future, and responses to risks and uncertainties, including through mitigation and adaptation to climate change. Continue reading

Greenpeace: Fukushima Disaster Caused by Japan’s Nuclear Authorities, Not Tsunami

new report released today by Greenpeace argues it was neither the 7.1 magnitude earthquake nor the raging tsunami that followed which deserve the real blame for the nuclear disaster at Japan’s Fukushima Diachi power plant last year. Rather, according to ‘The Lessons of Fukushima’, the real disaster was caused by hubris, greed, and the fact that repeated warnings over the unsafe nature of the nuclear plant were ‘downplayed and ignored’.

Litate village, 40km northwest of the Fukushima Daiichi nuclear plant. Radiation levels found by the Greenpeace monitoring team are far above internationally recommended limits. (Christian Aslund / Greenpeace)“While triggered by the tragic March 11th earthquake and tsunami, the Fukushima disaster was ultimately caused by the Japanese authorities choosing to ignore risks, and make business a higher priority than safety,” said Jan Vande Putte, Greenpeace International nuclear campaigner. “This report shows that nuclear energy is inherently unsafe, and that governments are quick to approve reactors, but remain ill-equipped to deal with problems and protect people from nuclear disasters. This has not changed since the Fukushima disaster, and that is why millions of people continue to be exposed to nuclear risks.”

The report was written by Dr. David Boilley, a nuclear physicist with the French independent radiation laboratory ACRO; Dr. David McNeill, Japan correspondent for The Chronicle of Higher Education; and Arnie Gundersen, a nuclear engineer with Fairewinds Associates. It was peer reviewed by Dr. Helmut Hirsch, an expert in nuclear safety.

“This disaster was predictable and predicted, but happened because of the age-old story of cutting corners to protect profits over people,” said Kazue Suzuki Greenpeace Japan Nuclear Campaigner. “The authorities are already recklessly pushing to restart reactors without learning anything from the Fukushima disaster and the people will once again be forced to pay the price of their government’s mistakes.” Continue reading

Le api boicottano le piante Ogm

Gabriele Beccaria su la Stampa

Se lo saranno detto con le sequenze di simboli nascosti nelle danze a mezz’aria? Oppure con le emanazioni dei recettori odorosi, che – rivelano studiosi americani come James Nieh – sono state elaborate con milioni di anni di sforzi e oggi ricordano in tutto e per tutto i codici cifrati degli agenti segreti?
Di certo l’evoluzione non le aveva preparate all’imprevisto fabbricato dai loro partner da almeno 8 mila anni, gli esseri umani: le api si stanno scambiando informazioni via via più preoccupate e da un po’ di tempo si consigliano reciprocamente di stare alla larga dai campi geneticamente modificati che ricoprono superfici in rapida espansione, dalle praterie della «corn belt» statunitense alle pampas argentine, fino alle pianure infinite di India, Cina e Australia. Gli studiosi se ne sono accorti quando hanno deciso di osservare che cosa succede attorno a una pianta che non esiste in natura, ma è una fortunata manipolazione che genera fiumi di dollari.

Si chiama canola (acronimo che sta per «Canada» e «olio»), deriva dalla rapa e produce un olio per innumerevoli usi, anche alimentari, dato che è considerato povero di grassi cattivi. E’ proprio nelle zone dove cresce con impeccabile logica industriale – denuncia una ricerca della Simon Fraser University nel British Columbia del Canada – che si sta registrando un crollo dell’impollinazione. Secondo le analisi, appena rese note dall’Ecological Society of America, la densità delle api diminuisce progressivamente a seconda che il campo che sorvolano sia, nell’ordine, organico, trattato pesantemente con erbicidi e Ogm. Continue reading

REINVENTIAMO LE CITTA’: I VINCITORI


DAL WWF LE  “BUONE NOVE” DELLA SOSTENIBILITA’ ITALIANA

 Pannolini lavabili, filiera corta, teleriscaldamento d’alta quota, ztl anti-smog, energia pulita e partecipazione…

Il WWF premia le 9 buone pratiche di sostenibilità urbana che hanno reso più green  le nostre piccole e grandi città, a partire dai cittadini .

Anche in Toscana la buona pratica “Il Padule che vorremmo” del Comune di Ponte Buggianese tra quelle selezionate

E DA OGGI AL VIA IL “CITY CHALLENGE” INTERNAZIONALE IN ITALIA, SVEZIA, CANADA, USA, INDIA

 Cresce l’onda di adesioni verso il 31: già confermati 330 Comuni, sul web i video di Elisa, Fabi e Tetes de Bois -  www.wwf.it/oradellaterra Continue reading

La CO2 delle foreste toscane nel 2011

dal sito http://www.lamma.rete.toscana.it/node/3650

I boschi toscani assorbono, in media, quasi 10 Mt CO2 l’anno, ma la variabilità fra un anno e l’altro è decisamente elevata e dipende, fra i tanti fattori, soprattutto dall’andamento meteorologico intra ed inter-annuale.

La possibilità di monitorare quasi in tempo reale l’andamento degli scambi gassosi tra vegetazione ed atmosfera di un’intera regione con un dettaglio elevato ha un’importanza rilevante in quanto permette di avere un quadro generale dello stato delle foreste e di individuare quali tipologie possono essere più vulnerabili alle variazioni climatiche e quali, invece, sono più “resilienti”.

Ci sono state, infatti, annate in cui la vegetazione ha ridotto notevolmente la sua capacità di sequestro (si veda il picco negativo nel 2003, con solo 7.2 Mt CO2) e anni in cui, invece, i valori sono stati considerevolmente alti, come quello appena trascorso, secondo solo al 2010 (13.8 Mt CO2). Continue reading

Il primo grattacielo-serra della Plantagon in Svezia

Diversi anni fa una società svedese-americana, la Plantagon, ha svelato i piani per una serie di grattacieli “serre” che avrebbero trasformato l’agricoltura.

Il progetto consisteva nel creare serre giganti dove la coltivazione di ortaggi e legumi fossero al riparo da inquinamento e a costi ridotti essendo ubicate in città.
Sembrava una delle solite utopie, valide senza dubbio, ma realizzabili in un futuro lontano, nonostante la società avesse dato delle certezze circa l’attuazione.

Stavolta gli scettici sono rimasti con un palmo di naso perché la Plantagon, qualche giorno fa, ha firmato l’accordo per la costruzione di un grattacielo-serra a Linköping, in Svezia.

Il “Plantscraper” è stata evidentemente l’idea più attuabile, dato che l’iniziale progettazione della Plantagon era basata su una cupola geodetica.

Questo edificio prototipo, sarà chiamato Centro Internazionale di Eccellenza per l’agricoltura urbana e sarà un luogo dove gli scienziati potranno testare nuove tecnologie volte a migliorare l’agricoltura urbana.

All’interno di spesse pareti di vetro, le verdure sono coltivate in vaso e poi trasferite su vassoi posizionati intorno ad una gigantesca elica centrale. Le piante iniziano a crescere, come i vassoi migrano lentamente verso il basso, nel nucleo centrale, e sono pronte per essere raccolte una volta raggiunto il fondo. I residui vegetali e di concime vengono raccolti lungo il percorso e trasformati in biogas per alimentare i sistemi di riscaldamento e raffreddamento della serra.
Gli scienziati, con la serra, sono certi di aiutare lo sviluppo di soluzioni sostenibili per l’energia, per i problemi di calore, rifiuti e dell’acqua, della vita cittadina quotidiana e non solo far crescere del cibo.

Il termine della costruzione è previsto tra 12-16 mesi.